La formazione e l’addestramento dei promotori agro-pastorali è stata una chiara priorità del progetto, e finalizzata anche ad estendere il raggio d’azione del progetto, permettendo di replicare le conoscenze trasmesse in ogni comunità. Al tempo stesso, il progetto ha anche lavorato per promuovere la sovranità alimentare – cioè la possibilità per i contadini e gli allevatori di controllare anche i meccanismi e le politiche di produzione e distribuzione del cibo – e la responsabilizzazione e l’emancipazione delle donne.
I campi di azione del progetto hanno riguardato:
- Coltivazione di patate e verdure in serra;
- Gestione e controllo dei parassiti e dei vivai in campo aperto per la produzione di pini;
- Allevamemento comunitario di maiali;
- E allevamento comunitario di pesci, soprattutto trote, in apposite vasche.
I beneficiari di questo progetto oggi testimoniano: “Al corso abbiamo imparato a gestire la coltivazione delle patate, e ritornando abbiamo condiviso le conoscenze con la base. Questo è importante per noi, poter imparare qualcosa”. “Abbiamo migliorato la nostra alimentazione, rispetto alla nostra vita precedente”, aggiunge un altro contadino; mentre una giovane condivide: “Ci hanno aiutato a creare i campi, nella costruzione di vasche per le trote...”. E ancora un altro contadino, conclude: “Nelle campagne abbiamo sempre vissuto di agricoltura. Questa è la nostra vita, e siamo grati per tutto questo”.
L’uso di sementi migliorate nella coltivazione della patata, oltre all’utilizzo corretto di fertilizzanti e fungicidi, ha permesso di ottenere dei rendimenti molto superiori al solito, dato che hanno raggiunto una media di 25 tonnellate/per ettaro, mentre con l’uso di sementi tradizionali (non migliorate) si raggiungeva appena una resa tra le 6 e le 12 tonnellate per ettaro.
Inoltre, fino alla gestione 2019 il raccolto di patate beneficiava 54 famigli, mentre nel 2020 ne ha raggiunte direttamente 91.
Nell’allevamento di maiali il progetto ha coinvolto 10 famiglie beneficiarie, di 7 diverse comunità e gli allevamenti di maiali sono stati migliorati e ampliati. Ora l’allevamento è in piena attività: dalle comunità di Calacalani e Chuchuata già vengono portati al centro di Kami dei maiali per la macellazione; e il processo di trasformazione della carne di maiale, con etichetta “Embutidos Kami” (Salumi di Kami), con i prodotti quali prosciutto di tipo serrano, prosciutto affumicato, salame di maiale, salame di lama, chorizo alla griglia, viene commercializzato con successo anche nei mercati Hipermaxi e Ticti, a nord della città di Cochabamba.
Fonte: Salesianos.edu
https://www.infoans.org/sezioni/notizie/item/12719-bolivia-un-progetto-salesiano-a-kami-per-promuovere-la-sovranita-alimentare#sigProIdc4a847c4ea