RMG – SDB Ispettorie: la Visitatoria “Beato Michele Rua” dell’Africa Meridionale (AFM)

28 Febbraio 2025

(ANS – Roma) – I salesiani misero piede per la prima volta nel territorio dell’attuale Visitatoria dell’Africa Meridionale nel 1896: erano cinque, e sbarcarono a Città del Capo, in Sudafrica, provenienti dall’Ispettoria della Gran Bretagna. Essi avviarono l’Istituto Salesiano, casa madre di AFM e opera che serve ininterrottamente la gioventù bisognosa locale da 129 anni.

Fino all’erezione canonica come Visitatoria, nel 1988, la presenza salesiana in Africa meridionale ha fatto parte dell’Ispettoria della Gran Bretagna fino al 1972, (essendo elevata a Delegazione già dal 1957) e poi dal 1972 al 1988 all’Ispettoria di Irlanda-Malta-Sudafrica (IRL).

La missione in eSwatini (Swaziland fino al 2018) è stata aperta nel 1953 e la missione, più recente, quella in Lesotho, nel 1980. In tutto questo tempo sono stati circa 130 i salesiani, per lo più missionari, che hanno lavorato in questi 3 Paesi e sono già nel Giardino salesiano del Cielo.

Al suo avvio come Visitatoria “Beato Michele Rua”, AFM comprendeva quasi 70 salesiani attivi in 7 comunità canonicamente erette.

Oggi le comunità di AFM sono nove, e sono distribuite in questo modo:

–         a Cape Town ci sono due centri: il “Salesian Institute” fondato nel 1896, e l’opera di Lansdowne, avviata nel 1923.

–         a Johannesburg, sempre in Sudafrica, tre centri: quello di Clonlea-Walkerville, del 1949; Booysens, del 1952, ed Ennerdale, del 2004.

–         in eSwatini, dal 1953, ci sono le case di Manzini e Malkerns.

–         e in Lesotho, dal 1980, quelle di Maputsoe e Maseru.

Attualmente i salesiani in AFM sono 44, con un’età medi di 50 anni. La composizione numerica vede:

-          29 presbiteri

-          6 coadiutori

-          4 chierici

-          5 inviati da altre circoscrizioni

Ad essi vanno aggiunti anche 4 novizi.

Opere e comunità salesiane

Negli ultimi 129 anni il profilo della missione salesiana nei territori di AFM è cambiato tre volte. Dalle opere educative (collegi - scuole tecniche), centrali nel periodo 1896-1970, si è passati poi ad una crescita della pastorale nelle parrocchie (dal 1970 in poi) e dalla fine degli anni ’90 in poi si è sviluppata una varietà di opere educative-sociali per i giovani in difficoltà. 

Attualmente i salesiani in AMF curano:

-          6 parrocchie (3 in Sudafrica, 2 in Lesotho e una in eSwatini 1)

-          16 scuole (2 in Sudafrica, 6 in Lesotho e 8 in eSwatini)

-          e 3 centri di formazione professionale.

La Famiglia Salesiana

Poco dopo il loro arrivo, tra il 1900-1910 i salesiani promossero l’avvio dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori, eretta come associazione nel 2018, e ora con sei centri. Gli Exallievi di Don Bosco stanno fiorendo come gruppo organizzato e associato alla Confederazione Mondiale in eSwatini, mentre i gruppi di Sudafrica e Lesotho non sono ben strutturati. Le Figlie di Maria Ausiliatrice, arrivate in Sudafrica nel 1961, oggi contano sei comunità tra Sudafrica e Lesotho. E in fase di formazione iniziale ci sono anche l’Associazione di Maria Ausiliatrice e le Volontarie di Don Bosco.

Le opere più rilevanti 

Tra le opere più rilevanti in Sudafrica si annoverano soprattutto due opere: la casa madre di Città del Capo con i suoi “Progetti Giovanili dell’Istituto Salesiano”, che oggi servono oltre 500 giovani e giovani adulti vulnerabili con programmi giovanili extrascolastici e occupazionali; e il centro giovanile salesiano di Johannesburg, con una tradizione trentennale di volontari missionari locali coinvolti nei programmi di pastorale giovanile. Il fiore all’occhiello di questo centro è il programma di educazione all’amore “Love Matters”.

Rilancio del Carisma Salesiano

Il Rettor Maggiore ha chiesto nel 2023 al Superiore della Visitatoria AFM, don Václav Klement, e ai suoi confratelli di “rilanciare il nostro carisma salesiano”. La Visitatoria AFM in tal senso si dice grata per il continuo sostegno del Consiglio Generale, attraverso l’invio di un nuovo missionario ogni anno, il sostegno economico alla costruzione della casa ispettoriale e l’appoggio al rilancio carismatico. La comunità di AFM è anche grata per la solidarietà delle altre Circoscrizioni della Regione Africa-Madagascar, che vi inviano per 2-3 anni i loro giovani religiosi a prestare servizio. 

La comunità ispettoriale AFM, da parte sua, si sforza, di contribuire alla crescita del carisma dall’interno, attraverso una triplice conversione: sviluppare una cultura dell’accompagnamento, rafforzare il senso di appartenenza alla comunità ispettoriale – all’insegna del motto: “Un cuore, un anima” – e promuovere la formazione e il coinvolgimento dei laici come responsabili della missione.

InfoANS

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