Bolivia – Mons. Tito Solari: “come educare i giovani in un mondo di antivalori?”

(ANS – Santa Cruz) – La Chiesa Cattolica in Bolivia ha celebrato il terzo incontro nazionale degli studenti cattolici, con oltre 1.000 giovani di tutto il paese. In tre giorni si è cercato di approfondire l’identità cattolica e di risvegliare il desiderio di misericordia e di servizio ai bisognosi. La presenza di mons. Tito Solari, salesiano, arcivescovo emerito di Cochabamba, è stata molto importante perché ha fatto riferimento al contesto della relativizzazione dei valori che i giovani in Bolivia vivono e ha indicato come educare i giovani a vivere la loro fede e a praticare la misericordia nella vita quotidiana.

Come vede i giovani in questo momento?

Ci sono molti giovani che provengono da famiglie che educano con amore, carità, gli dedicano tempo e insegnano loro a vivere secondo l’esempio di Cristo. Naturalmente ci sono anche giovani oggi che vivono con molta superficialità, che si fanno prendere dal cellulare, dai media, dalla moda, la cultura moderna che nuovamente li distraggono e li rendono superficiali e questo gli toglie la capacità di essere ciò che potrebbero diventare come giovani. E purtroppo ci sono giovani che sono già intrappolati dal male, sono in tutti gli ambienti, quelli che sono intrappolati dal vizio, dalla droga, dal sesso, dall’indifferenza, dal male”.

È possibile lavorare con i giovani?

È bello lavorare con i giovani! Si può vedere la loro capacità di coltivare quel seme che Dio ha dato loro, un seme che la mamma ha dato loro, che la scuola gli ha regalato. I giovani imparano, ma dobbiamo essere positivi con loro, in modo che possano crescere ed essere in grado di superare l’onda negativa che molte volte li circonda.

Nell’educazione boliviano cosa è necessario dare ai giovani perché trovino la loro strada?

Non bisogna dare ai giovani, ai giovani bisogna chiedere. Il modo per far crescere un giovane non è dare e dare, la vera educazione è quella di chiedere, chiedere, chiedere con amore, stimolare l’amore che hanno dentro, il desiderio di eccellere. Il fatto è che la società di oggi dà tanto ai giovani, dà loro roba a buon mercato, li rende negativi, li rende deboli e gli fa perdere l’orizzonte. I giovani si stanno perdendo. Dobbiamo fare molto per loro, ma soprattutto, dobbiamo stare con loro.

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