Sudan – Nelle alterne vicende nazionali, i salesiani sono da 40 anni accanto ai giovani

23 Marzo 2022

(ANS – Khartoum) – Dopo 12 anni, le tre comunità salesiane del Sudan – quella di El Obeid, e le due di Khartoum, parrocchia e Centro di Formazione Professionale – hanno celebrato nei giorni 13-22 marzo 2022 la loro “riconnessione” con la comunità salesiana mondiale e il Successore di Don Bosco, grazie alla Visita Straordinaria condotta in quelle presenze dal Visitatore Straordinario “ad nutum” e “pro tempore”, don Václav Klement.

Da 40 anni i salesiani sono in cammino al fianco dei giovani e della piccola comunità cattolica di questo vasto Paese a maggioranza musulmana. Il Visitatore Straordinario, Don Václav Klement, ha incontrato tutti e 13 i Salesiani che oggi servono i giovani sudanesi, in 3 comunità: una parrocchia che anima 25.000 fedeli e 8 scuole primarie parrocchiali; e due Centri di Formazione Professionale, uno ad El Obeid e l’altro a Khartoum, che educano circa 800 giovani, in maggioranza non cristiani. La scuola primaria “Don Bosco” di El Obeid, aperta di recente, è un altro segno di speranza per la presenza salesiana nella nazione.

Se ogni Visita Straordinaria è un tempo di “riconnessione” tra una parte e il tutto del mondo salesiano, questa visita in Sudan, realizzata nell’ambito della Visita Straordinaria all’Ispettoria “San Giovanni Bosco” dell’Africa Est, lo è in maniera del tutto particolare. Perché nel contesto attuale anche l’Ispettore di AFE è in grado di visitare il Sudan una sola volta nel sessennio del suo mandato; e perché nella precedente Visita Straordinaria condotta in AFE, nel 2016, l’allora Consigliere Regionale non ebbe la possibilità di entrare in questo Paese.

Si tratta di una “riconnessione” anche con i salesiani di lingua araba attivi nel Paese, provenienti dall’Ispettoria del Medio Oriente, e anche di collegamento con le loro risorse e necessità, con le agenzie che li sostengono, e con le altre 28 comunità dell’Ispettoria AFE.

La presenza di due salesiani coadiutori della Corea del Sud, che dedicano alcuni mesi alla manutenzione dell’officina meccanica di Khartoum, è invece un segno visibile della solidarietà salesiana. 

Il futuro della missione salesiana in Sudan poggia certamente sulle vocazioni: si può dare grazie a Dio per due sacerdoti sudanesi e 15 giovani salesiani, un novizio e 9 aspiranti in cammino vocazionale, oltre a due postulanti tra le Figlie di Maria Ausiliatrice.

Inoltre, i salesiani hanno ricevuto diversi inviti da parte dei vescovi, specialmente nella regione montuosa di Nuba, vicina ad El Obeid, con una maggiore presenza cristiana. La comunità cattolica in Sudan sta ancora soffrendo la situazione instabile registratasi dall’indipendenza del Sudan del Sud, nel 2011: il seminario maggiore di Khartoum è ormai un edificio vuoto, mentre il seminario maggiore di Juba, nel Sudan del Sud devastato dalla guerra, è pienamente operativo. Mentre a livello sociale c’è stato un flusso di rifugiati multiplo: dopo il 2011, dal Nord al Sud, e pochi anni dopo a causa della guerra civile nel Sud, anche nella direzione opposta.

Tuttavia, il piccolo gregge cristiano è molto unito e lo spirito di famiglia e l’unità tra i religiosi e il clero diocesano sono molto sentiti e si realizzano con appuntamenti a cadenza fissa.

“La Famiglia Salesiana del Sudan richiede le vostre preghiere!”, conclude, infine, don Klement.

InfoANS

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