Francia – Allievi di una scuola professionale progettano una scuola di musica

(ANS – Bailleul) – Come (ri)dare senso all’impegno scolastico dei ragazzi delle scuole professionali? Una possibile risposta viene dall’équipe pedagogica dell’Istituto Professionale “Sainte Marie” di Bailleul, già salesiano e ancora oggi conformato alla pedagogia di Don Bosco. Lì, allievi e docenti insieme lavorano su un progetto concreto, affidatogli dal Comune di Bailleul: trasformare un ex orfanotrofio in una scuola di musica.

In cosa consiste questo progetto?

L'obiettivo è trasformare un ex orfanotrofio di circa 800m², abbandonato da dieci anni, in una scuola di musica inter-comunale. Noi offriamo agli studenti la possibilità di lavorare alla ristrutturazione, seguendo tutte le fasi cronologiche di un vero progetto di lavoro. Gli studenti partono dalla richiesta del cliente, il Comune di Bailleul, e svolgono le diverse fasi, fornendo una documentazione completa e dettagliata sulle soluzioni tecniche adottate. Durante questi passaggi, ciascuno studente può decidere, quando si sente pronto e lo desidera, di far valutare una parte del suo lavoro associato per conseguire i certificati professionali in “Studi Edili” e “Tecnico delle Costruzioni”. In aula tutte le attività sono impostate come in un ufficio e le valutazioni avvengono in situazioni di lavoro.

Perché avete preso quest’iniziativa?

All’arrivo in un istituto professionale la maggioranza degli studenti ha alle spalle esperienze di abbandono scolastico: per disabilità, difficoltà di apprendimento, conflitti educativi, disincentivi scolastici… Questi studenti hanno un rapporto conflittuale con la scuola, scarsa di fiducia in se stessi e negli adulti. In questo contesto, la creazione di una strategia educativa e pedagogica globale, attiva, che si sviluppi sui tre anni, è essenziale e l’immersione in una situazione reale di apprendimento giova tantissimo. “L’autonomia che ci è data in classe è enorme – ci ha confidato Roman, del 1° anno –. Adesso vado d’accordo con i miei insegnanti, ma non è mica stato sempre così!”. (…)

La nostra strategia educativa e pedagogica è frutto di 10 anni di lavoro e continue revisioni, ed è in perenne evoluzione. Addirittura il Laboratorio d’Innovazione Pedagogica dell’Università “du Littoral-Côte-d’Opale” si è interessata ad essa, per replicarla nei suoi corsi.

Come si sviluppa il vostro percorso?

Al primo anno cerchiamo di instaurare un rapporto di fiducia reciproca, tra studenti e insegnanti e tra gli stessi studenti: è una fase chiave. L’anno successivo il rapporto di fiducia installato si trasformerà in una sorta di tutor, che mira a responsabilizzare gli studenti a raggiungere gradualmente una posizione professionale nei rispettivi ambiti. Nell’ultimo anno la posizione del docente cambia e diviene quasi quella di un consigliere che affianca i membri dell’équipe nella produzione di un lavoro professionale. Così facendo, alla fine del percorso i ragazzi sono davvero consapevoli delle loro competenze e dove posizionarsi nel mercato del lavoro.

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