La giornata mondiale è stata ricordata l’8 febbraio, nella memoria di santa Giuseppina Bakhita. Papa Francesco all’udienza generale del giorno precedente aveva fatto seguire due appelli: contro la “piaga vergognosa” della tratta e per le Olimpiadi Invernali di PyeongChang, che fanno sperare “in un mondo in cui i conflitti si risolvono pacificamente con il dialogo e nel rispetto reciproco”.
Le testimonianze su questa piaga sono agghiaccianti. Innumerevoli sono le storie di ragazze, donne, uomini e bambini che, una volta salvati dallo sfruttamento, ricadono nelle trame dei trafficanti. Succede per mancanza di una vera alternativa e per ferite interiori così profonde che rendono difficile il loro reinserimento sociale.
I Salesiani nel mondo compiono sforzi strenui contro il traffico di esseri umani, attraverso proposte concrete. Basti ricordare il lavoro compiuto in Ghana nella sensibilizzazione di migliaia di donne. Un altro lavoro pieno di speranze si va realizzando a Tambacounda, Senegal, grazie ad iniziative atte ad offrire valide alternative ai giovani.
Nonostante i rischi elevatissimi dell’immigrazione irregolare, molte persone, soprattutto i giovani, continuano a migrare irregolarmente, e molte finiscono nelle mani dei trafficanti di esseri umani – e magari finiscono anche per morire. I Salesiani di Addis Abeba, Etiopia, oltre a mostrare i pericoli e le conseguenze della migrazione irregolare, lavorano nell’educazione dei giovani e nella formazione al lavoro, così da incentivare la loro permanenza nella propria terra.
Né va dimenticato il lavoro di don Jorge Crisafulli, SDB, in Sierra Leone, che ha creato innumerevoli attività a sostegno dei bambini, adolescenti e delle donne in condizione di strada e così li allontanati dagli artigli dei trafficanti di esseri umani.
Il fenomeno della tratta è un flagello terribile per cui non è sufficiente la buona volontà. “Dobbiamo coordinare e collaborare a tutti i livelli e con tutte le forze possibili” ha spiegato mons. Juan Carlos Elizalde, vescovo di Vitoria e Responsabile del Dipartimento “Donne sulla strada e tratta” in Spagna.