“In molti Paesi i salesiani si dedicano a rendere i giovani consapevoli dei pericoli dell’emigrazione e dei rischi della tratta. Uno dei modi principali in cui sosteniamo i giovani è capire le esigenze del mercato locale e fornire programmi di formazione che aiutino i giovani a trovare lavoro nelle loro comunità”, spiega don Gus Baek, Direttore di “Salesian Missions”.
Ad esempio, in India, nella zona di Darjeeling, una regione conosciuta in tutto il mondo per la qualità delle sue foglie di tè, l’Istituto Salesiano di Sonada ha avviato una collaborazione con l’impresa “Rimpocha Tea”, con sede a Siliguri, per fornire formazione professionale alle ragazze adolescenti della zona che sono a rischio di sfruttamento e di tratta.
In Italia, a San Benigno Canavese, alle porte di Torino, 22 giovani donne, come Siddhi, Cindy o Ritha, che sono state vittime della tratta, oggi stanno trovando la speranza di un futuro migliore attraverso un corso alberghiero realizzato in collaborazione tra i Salesiani e la Croce Rossa Italiana. Grazie a questo progetto le allieve del corso frequentano lezioni teoriche e laboratori di cucina, pasticceria e pulizie e poi proseguono con un tirocinio di 60 ore in vista di un inserimento lavorativo.
Né poi si può dimenticare il progetto specifico “Stop Tratta” realizzato in Etiopia, Ghana, Senegal, Mali e Nigeria grazie all’impegno della Procura Missionaria salesiana di Torino, “Missioni Don Bosco”, e dell’ONG salesiana “Volontariato Internazionale per lo Sviluppo” (VIS).
La campagna sensibilizza i giovani sui pericoli dell’emigrazione e si propone di aiutarli a costruirsi alternative di sviluppo. A Bamako, capitale del Mali, per esempio, ha coinvolto dei giovani potenziali migranti nelle attività educative del Centro Salesiano di Formazione Professionale di Bamako, capitale del Mali, che offre corsi di metalmeccanica, elettricità ed energia solare, meccanica automobilistica e agricola e imprenditoria; e con il medesimo fine di offrire lavoro e stabilità economica alle famiglie, è in programma anche un progetto di formazione agricola nella città rurale di Moribabougou, rivolto principalmente alle donne.
Mentre in Senegal è già programmato un altro progetto di borse di studio e sostegno per stage e tirocini in modo che i giovani abbiano le competenze per entrare da protagonisti nel mondo del lavoro. L’iniziativa verrà completata dalla fornitura di diversi kit che permetteranno ai partecipanti di avviare micro-imprese in settori strategici; oltre che da spettacoli teatrali, messaggi radiofonici e altre iniziative per informare e sensibilizzare i giovani a rischio sui pericoli dell’emigrazione.