Il museo virtuale, già avviato, ma che verrà sviluppato ancora nel tempo a venire, intende essere una presentazione digitale dei 4.000 metri quadri e 27 spazi espositivi fisici di “Casa Don Bosco”. L’impresa non è semplice, perché il Museo Casa Don Bosco è in primo luogo un posto da vivere: è lì che si respira il miracolo della vita di un santo che ha cambiato la vita di migliaia di ragazzi della sua epoca e, grazie ai suoi successori, di milioni di giovani venuti nel tempo a seguire.
Ma in questo momento in cui, a causa della pandemia, tutti i musei d’Italia sono serrati, sul sito www.museocasadonbosco.it si può compiere una visita virtuale: entrare nella camera in cui Don Bosco dormiva e lavorare, osservare lo sviluppo architettonico di Valdocco, così come ammirare le rappresentazione che gli artisti hanno dato di Don Bosco e del suo lavoro con i giovani nel passare del tempo.
In questo modo il museo virtuale cerca di far conoscere i documenti della fondazione dell’opera salesiana, le fotografie originali, gli indumenti di Don Bosco e piccoli pezzi di storia salesiana alle tante persone che – oggi per la pandemia, domani anche solo per la distanza – non possono fisicamente raggiungerlo.