Madagascar – “Se avessi voluto mantenere i comfort e le abitudini francesi, sarei rimasto in Francia”

26 Febbraio 2016

(ANS – Majunga) – Florian Lucchini è un giovane francese ben noto nella rete del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) e tra i volontari del VIDES. A luglio 2014 è partito volontario per un progetto a favore dei ragazzi di un carcere minorile in Madagascar, un’esperienza che lo ha segnato così fortemente che a fine 2015 ha deciso di tornare per altri 6 mesi tra i giovani malgasci, presso il Centro Don Bosco di Mahajanga. Ecco alcune parti della sua testimonianza.

« Il centro di Majunga è animato da 5 salesiani e comprende l’aspirantato e il ‘Lycée Don Bosco’, frequentato da 320 giovani allievi, con sei indirizzi: Falegnameria, Edilizia, Metallurgia, Lavorazioni Meccaniche, Refrigerazione e Condizionamento ed Elettromeccanica.

La mia principale missione sono gli aspiranti, giovani malgasci che vogliono diventare Salesiani. Hanno tra i 18 e i 23 anni e io gli faccio 4 ore di lezioni di Francese a settimana. Il mio grosso problema è che non sono un professore! Così a volte mi piace giocare con loro, in francese naturalmente. E anch’io ho imparato molto sulla loro cultura, la storia del paese, e quindi anche sulla cultura e la storia francesi.

Durante le lezioni, gli aspiranti mi danno anche alcuni testi da esaminare. Correggo durante la sera, e anche se preferirei guardare un film sul mio computer, lo faccio sempre con piacere. (...) È importante per me mostrare che se avessi voluto mantenere i comfort e le abitudini francesi, sarei rimasto in Francia.

Il mio progetto come volontario era fare animazione, e con l’oratorio, uno spazio enorme con 700 i bambini che vi giocano, mi divertivo da matto. Ma con tre giorni di apertura a settimana… avrei potuto fare animazione solo la domenica. In un primo momento, ero un po’ frustrato perché amo l’animazione. Ma come dice il suor Marie “una missione che non si sceglie, si riceve”. Quindi, se hanno bisogno di me per il Francese, così sia! Ma almeno presto farò del mio meglio per organizzare una Waka Waka in oratorio!

Molto spesso vado anche dagli allievi di Elettromeccanica e li faccio parlare in Francese. Sono stato per sei anni iscritto allo stesso corso all’istituto salesiano di Marsiglia, così li aiuto nella materia d’indirizzo. E ogni sabato vado all’orfanotrofio “Don Bosco”, a 5 minuti di bici dalla comunità. I bambini sono sempre felici di vedermi: non capita tutti i giorni di avere l'opportunità di giocare con un "Vazaha" (uno straniero).

Sono 17 bambini, la maggior parte tra i 5 e i 7 anni. Il primo incontro è stato molto intenso: sono subito finito con 4 o 5 bambini aggrappati a me! Alcuni di loro sono stati abbandonati alla nascita per qualche handicap, uno di loro è stato trovato in mezzo alla spazzatura, un altro sulla spiaggia. Di storie come queste ce ne sono molte!

Qualche volta, mi fanno dare la ‘buona notte’ agli aspiranti... è sempre un onore quando me lo chiedono. Dire loro qualche parola sapendo che queste sono le ultime che sentono prima di andare a dormire… Per me, la ‘buona notte’ è una parola di saggezza ed è per gente come don Jean-Marie Petitclerc, o qualcuno grande come lui, non per me ».

InfoANS

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