Italia – Ogni giovane è prezioso: il progetto “La Perla. Ripartire dalle strade”

08 Giugno 2017

(ANS – Roma) – Diverse realtà salesiane, con il sostegno dell’Unicef, hanno avviato nelle scorse settimane un nuovo progetto per andare incontro alle esigenze di quei minori stranieri non accompagnati che, in quanto tali, sono in situazione di grave rischio sociale. Per loro i Salesiani hanno pensato il progetto “La Perla. Ripartire dalle strade”. Per ricordare che ciascun giovane è prezioso.

Il progetto è stato presentato lo scorso 11 maggio durante una tavola rotonda dal titolo “IN & OUT. Oltre il disagio per riprendere a volare”. Tale iniziativa vede coinvolte numerose entità: è stato voluto dall’Ospizio Salesiano Sacro Cuore, gode del finanziamento dell’Unicef e vede come partner la Federazione Salesiani per il Sociale, l’associazione “Naturalmente”, le Missionarie del Cristo Risorto e il Borgo Ragazzi Don Bosco – una delle opere simbolo dei Salesiani a Roma, che sin dal secondo dopoguerra si occupa di ridare dignità e opportunità ai giovani a rischio sociale.

Dal punto di vista operativo il progetto prevede in primo luogo un avvicinamento di questi giovani, spesso invisibili per chi non vuole curarsene. “Secondo i dati del 2016 del Ministero del Lavoro – ha spiegato il referente, don Raffaele Panno – oltre 6.100 minori stranieri non accompagnati sono clandestini e si trovano quindi al di fuori del sistema di accoglienza formale”. Per questo il progetto mira a “pilotare, documentare e valutare interventi multisettoriali coordinati, volti ad integrarli nella società italiana”.

Come insegnava Don Bosco, i ragazzi vengono cercati lì dove si trovano, e il primo aggancio avviene sulla strada, in zona stazione Termini: “Per un primo colloquio – ha illustrato don Panno -, per la revisione dei documenti o semplicemente per il riposo e la pulizia personale”; poi viene la proposta di avvio allo studio e alla formazione professionale. Primariamente, però, si tratta di far sentire questi ragazzi degni di attenzione, “per questo la scelta del nome assegnato al progetto non è casuale”.

Per ora sono 5 ragazzi egiziani i primi fruitori di questa iniziativa, che per garantire un’accoglienza sempre maggiore ha bisogno di ambienti più ampi; in tal senso la collaborazione tra le diverse organizzazioni a livello locale rappresenta un pilastro fondamentale.

“Quella del Borgo – ha spiegato nell’occasione don Stefano Aspettati, Direttore del centro – non è un’accoglienza buonista, vogliamo creare comunità e fare rete con le istituzioni e il territorio per una mutua collaborazione”. “Intendiamo mettere in atto la pedagogia del nostro fondatore – ha aggiunto don Giovanni D’Andrea, Presidente dei Salesiani per il Sociale – offrendo proposte educative”.

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