Interviste

(ANS – Città del Vaticano) – Domenica 6 novembre, durante la messa nella Basilica di San Pietro davanti ad oltre un migliaio di detenuti, Papa Francesco ha colto l’occasione per sollecitare i governi a migliorare le condizioni di vita dei carcerati. E tra questi c’era anche un giovane: José Antonio, detenuto nel carcere di Jaén, in Spagna, nel quale i Salesiani offrono assistenza spirituale. José Antonio è giunto a Roma per vivere il Giubileo della Misericordia con il Santo Padre. “Quando ho visto passare il Papa molto vicino a me, ho sentito Dio nel mio cuore”.

(ANS – Lubumbashi) – Tra gennaio e giugno 2016 sono arrivate in Italia via mare, per sfuggire da guerre, fame e violenze, 70.222 persone (70.329 nel 2015), di cui 11.608 minori, in larga maggioranza minori stranieri non accompagnati (90%). Portano negli occhi e nell’anima esperienze che non riusciamo neanche ad immaginare. Ne riportiamo una. Heritier Tshibanda ha 13 anni ed è uno delle decine di migliaia di ragazzi e ragazze del Congo che sono bollati come piccoli stregoni e streghe e vengono abbandonati dalle loro famiglie. Heritier è vissuto per strada per dodici mesi e poi, superando varie difficoltà, è tornato a una vita normale presso “Bakanja- Magone”, un centro gestito dai Salesiani. Per lui non è facile parlare di ciò che ha vissuto.

(ANS – Lungi) – Lo Po Tak Anthony è un giovane chierico salesiano, originario di Hong Kong, che da un anno si trova nell’Ispettoria Salesiana dell’Africa Occidentale Anglofona (AFW); dopo aver trascorso 6 mesi in Ghana, dallo scorso aprile sta proseguendo il suo tirocinio in Sierra Leone. Ecco la sua testimonianza: “mi è stato affidato l’incarico di visitare le 5 diverse scuole nelle stazioni missionarie dell’opera di Lungi, così ogni giorno devo andare in una scuola diversa. Lì non vi lavorano stabilmente dei Salesiani e la mia missione è proprio quella di creare lo spirito salesiano in quelle scuole, utilizzando diverse attività; voglio sfruttare musica, arti creative, educazione fisica, giochi e Kung Fu per far sperimentare ai ragazzi le varie dimensione dell’apprendimento”.

(ANS – Quito) – “Stai qui o stai là, non sei più uno straniero, fai parte di una Chiesa e di una Congregazione, apriti all’esperienza e vivi ogni giorno con passione, nell’‘ombelico della Luna’ o nell’‘ombelico della Terra’”. Queste sono state le parole di suo padre, quando Alán Benigno González Castañeda, giovane messicano, è andato in Ecuador per iniziare una nuova esperienza.

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